venerdì, 4 Aprile 2025
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Simone e Mirko Merlin: “E’ ora di dare un bel taglio a questo maledetto Coronavirus”

Così la pensano i due parrucchieri Merlin, cugini di primo grado, difensori – l’uno, Simone, classe 1986, in forza al Bonavigo, l’altro, Mirko, invece, classe 1988, da dicembre al Porto di Legnago -. Avrebbero voluto festeggiare, ai primi di marzo, i 10 anni dell’attività che gestiscono assieme nel cuore del paese dove abitano, Isola Rizza, non come due rivali cugini, ma come due bravi fratelli. Ma, il Coronavirus ha rimandato la celebrazione dell’evento ad altra data. Il salone, alla pari di tutti gli altri, è chiuso da quando il premier Giuseppe Conte ha deciso di “chiudere l’Italia” per scongiurare il diffondersi della “peste”. Il tempo, Simone – marcatore cresciuto nel club del suo paese, l’Isola 1966, per vivere 2 stagioni negli Esordienti dell’Hellas Verona, e sempre con i “biancazzurri del Piganzo” allora guidati dal mister cadidavidese Rinaldo Vincenzi debuttare in 1^ categoria senza passare dagli Juniores -, lo trascorre con la sua famiglia, con la moglie Valentina e i due piccoli Victoria e Davide: “Non restano alternative in questi giorni di quarantena. Speriamo che passi, questo virus, il prima possibile, e che noi possiamo in tempi non lontani: abbiamo l’affitto, il mutuo da pagare, le spese varie da affrontare, dobbiamo pagare i collaboratori-dipendenti, non navighiamo mica nell’oro, anche se la salute viene prima di tutto, d’accordo!”

Simone e Mirko, fratelli per la pelle: uniti nel lavoro ed anche – quasi – compagni di calcio… “Eh, sì, siamo cresciuti insieme anche dal punto di vista calcistico” spiega Simone. “A dicembre, Mirko ha voluto cambiare casacca scendendo in Terza categoria, al Porto di Legnago, ma cercando di trasmettere tutta la sua esperienza di giocatore rapido, che ama proiettarsi in attacco, spingere sulla fascia, all’ambizioso club guidato dal più alto scranno da Beatrice Zancanella. Insieme abbiamo giocato, in quanto il lavoro non ci consentiva di poter seguire regolarmente gli allenamenti settimanali, in serie D, divisione del calcio a 5. Io? Inizialmente, ero partito terzino, poi, mi sono scoperto marcatore. Rispetto a Mirko, cerco di oppormi all’avversario, di non farlo passare, sono senz’altro più una “diga” che un fluidificante. Anche per via della struttura fisica”.

Dovessi decidere come concludere i campionati, che verdetto emetteresti? “Promuoverei le due prime classificate – nel caso del nostro girone “D” di Seconda categoria, lo stratosferico Bevilacqua e l’ottimo Atletico Vigasio -, mentre condannerei alla retrocessione le ultime due (il Sustinenza e il Raldon). Il Bonavigo? E’ un’ottima società, la quale non ti fa mancare niente, anche se non ti nascondo il desiderio di chiudere la carriera in un club di Prima categoria, dove ci sono stato troppo giovane e per poco tempo”. Che taglio proporresti ai tuoi clienti, una volta tornati alla normalità? “Un taglio rasato: non può essere diverso, perché tutti, in questi giorni di dura quarantena, si sono arrangiati alla bene e meglio, facendo ricorso al rasoio o alla macchinetta. La mia proposta è quella di un taglio rasato – che, per il vero, già andava di moda prima della pandemìa -, ben curato, con capelli – mi riferisco a quelli nella parte superiore del capo – un pochino lunghi, ma sempre ben raccolti”. Il rapporto con i vostri clienti in questi giorni, come li definisci tu, di “guerra”? “Con alcuni ci sentiamo telefonicamente: anche loro hanno una voglia matta di venirci a trovare, di rimettere un po’ a posto la capigliatura, soprattutto le donne”.

E, quando ripartirete, a quali accorgimenti, a quali disposizioni ministeriali dovrete sottoporvi? Quali i protocolli, le misure che dovrete rigorosamente osservare sia voi parrucchieri che i vostri clienti? “Intanto, speriamo di aprire, come si sente in giro, il 4 maggio. Gli appuntamenti, come in molti istituti di credito oggi, dovranno essere presi, concordati al telefono. Noi dobbiamo essere provvisti di kit, con materiale mono uso, che prevede camici di carta, guanti, mascherine e soluzioni gel igienizzanti. Poi, bisogna fare rispettare la distanza di attesa all’interno del nostro locale”. E, per quanto riguarda i vostri clienti? “Devono entrare già muniti di mascherina e guanti e strofinarsi con la soluzione liquida che abbiamo predisposto all’entrata. Accorgimenti, questi, precauzioni, che seguivamo in maniera maniacale pochi giorni prima che il premier Conte decidesse per il lockdown totale”. Una “fede” nel taglio, che accomuna i due cugini, un’arte trasmessa dal loro nonno. E, un’altra “fede”, quella calcistica, che da sempre li vede innamorati dell’Inter…”Eh, sì, io e Mirko teniamo alla Beneamata. Pensa che anche le nostre rispettive compagne esercitano la nostra stessa professione. Anche mia sorella ha seguito le orme di nostro nonno”. Se venisse un giocatore dell’Inter, chi vorresti che si sedesse alla tua poltrona? E, che taglio gli proporresti? “Sicuramente Javier Zanetti, “il capitano” nerazzurro. Il taglio (sorride) resterebbe quello – sono convinto – , perché i suoi capelli sono fedelissimi come lui alla Beneamata”.

Mirko, sarà per la fantasia creatrice che deve ispirare, animare un artista della forbice, uno stilista del taglio, un artigiano “ante litteram”, vero e proprio, è il più scatenato, il più estroso dei due coiffeur cugini Merlìn: i primi calci al pallone dati nell’Isola Rizza, anche le giovanili, poi, la Terza categoria nell’ASD Roverchiara; quindi, uno stop di 5 anni al calcio a 11 per dedicarsi, nel frattempo, assieme a Simone, al calcetto, in serie D. “Il mio sogno da ragazzino, uguale penso a tutti i giovani calciatori, era quello di debuttare nei professionisti. Una volta che ci saremo liberati da questo terribile virus, vorrei rilanciarmi, ripartendo dal Porto di Legnago, lasciato al primo posto nel girone “B” di Terza categoria. E, se il fisico tenesse e compatibilmente con la possibilità di far conciliare il lavoro agli allenamenti, mi piacerebbe mettere gli scarpini per una squadra di Prima categoria”. Tu e Simone siete due difensori, ma dalle caratteristiche diverse, o no? “Simone è il classico stopper di una volta, che spazia nella sua zona, forte fisicamente, difficile da superare. A me, palla al piede, piace propormi, spingermi in avanti, fare la fascia, sì, alla maniera di Zanetti, il mio idolo”.

Come vorresti che terminasse la corrente stagione sportiva? “Sperando di riprendere a giocare verso fine maggio, dopo, almeno però, due settimane di ripresa di allenamenti, per scongiurare infortuni (non siamo professionisti, non ci sostituisce nessuno nel nostro lavoro!). E, tutto ciò, speriamo dopo la riapertura del nostro salone. In quella data, le giornate saranno più lunghe e si potrebbe giocare a partire dalle 18.30: c’è chiaro, e quindi si eviterebbe di giocare anche in impianti non dotati di impianti di illuminazione”. Se, invece, fosse decretata la chiusura ufficiale della stagione 2019-20? “Mi baserei sulla classifica, così come è terminata la stagione lo scorso 16 febbraio: la prima sale, l’ultima in classifica retrocede”. Quanta la voglia di riaprire il negozio, anche se la vostra categoria potrebbe essere, da quanto si apprende, una delle ultime a doverlo fare? “Tanta. Personalmente, io aprirei anche domani, ma se devo correre il rischio di infettare me, la mia compagna, le mie due piccole figlie, Camilla e Matilde, i miei genitori, beh, c’è da adottare molta prudenza. Il fatto che spinge a tornare alla normalità, la quale sarà graduale e lunga, non è solo la voglia di venire a contatto (seguendo le norme più prudenziali) dai clienti, ma di non imbarcare ulteriori debiti. Che io e Simone, oggi come oggi, non possiamo permetterci. Perché le nostre spese, alla pari di altre piccole ditte, sono tante”.

Che taglio di capelli proporresti alla ripresa dell’attività? “Adesso, va di moda la testa rasata, alla marines. Lo riproporrei, con sopra, però, i capelli un tantino più lunghi ed in ordine”. Qual è il personaggio più famoso, a cui hai tagliato i capelli? “Nel nostro salone di Isola Rizza non abbiamo mai avuto l’occasione di acconciare i capelli a personalità, a Vip; però, quando facevo tirocinio a Verona, da “Jean Louis David”, mi è capitato di tagliare i capelli ad alcuni giocatori dell’Hellas Verona”. Simone e Mirko, accomunati anche dalla “fede” per l’Inter: chi vorresti che facesse un blitz, all’improvviso, un giorno nel vostro salone? “Anch’io dico Javier Zanetti, “il capitano”: è il mio idolo. Ma, penso che non riuscirei mica a convincerlo a cambiare il taglio dei capelli, proverei, senza successo, a suggerirgli una nuova moda. Forse, avrei maggior fortuna nell’impresa con un altro mio adorato interista, Candreva: gli proporrei una rasatura a pelle nei lati, all’altezza delle tempie, e capelli lunghi sopra, da poterli accompagnare tutti insieme all’indietro”. “…Comunque…” hanno di recente postato su facebook i due cugini Merlìn, abili nelle sforbiciate difensive in campo e nei tagli alla moda fuori dal campo, nel loro salone, “…supereremo anche questa prova e ritorneremo più carichi di prima…” E, c’è una gran voglia da parte di tutti noi sportivi ed addetti ai lavori di dare un bel taglio, di dare una bella sforbiciata a questo maledetto Coronavirus! Chi non è d’accordo, alzi la mano!

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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