Che sentisse il desiderio di concedersi una pausa, dopo 27 anni consecutivi di panchina, mister Fabrizio Sona l’aveva espresso ancora qualche settimana prima che terminasse la stagione 2021-22. “Sono arrivato al termine del campionato, alla guida dell’A.C. Cadidavid” racconta l’imprenditore nel ramo della carto-tecnica “che avevo esaurito le batterie. Idem, la mia squadra, a causa delle conseguenze della pandemia, di alcuni infortuni e di un finale di stagione davvero tiratissimo che ci ha portati a chiudere al 6° posto a quota 37 punti. Prima o poi” cerca di auto consolarsi il pluri-medagliato trainer “dovevo concedermi una sosta. Che ora impiegherò andando a scoprire direttamente quelle giovani promesse del nostro calcio che non potevo seguire alla domenica in quanto ero sempre impegnato in panchina”. Da notare, che tra queste giovanissime leve della nostra provincia, sta davvero promettendo un gran bene suo nipote Alessandro, punta classe 2011, anche se è troppo presto per abbozzarne un futuro. “Ho rinunciato a proposte formulatemi da club di Promozione e da altri ambiziosi di Prima categoria, e l’ho fatto con tanto dispiacere, ma ho tanto bisogno di staccare un po’ la spina dopo più di un quarto di secolo di domeniche dedicate al calcio. Questo era il mio atteggiamento un mesetto fa, ora, invece, ti confido che dopo alcune settimane, frequentando amici stimatori e vedendosi pian pianino avvicinare la prossima stagione, be, un pochino di voglia di campo mi sta già ritornando, mi sta stuzzicando la voglia di ritornare in pista. Magari, sicuramente, lo farò a bocce in movimento, più avanti, potrò valutare altre proposte da scuderie che rincorrono un progetto interessante e che sono partite con il piede sbagliato. Sicuramente, troveranno alla chiamata un Sona carico a mille, che ha fatto un bel pieno di entusiasmo e che si porta dietro il bagaglio di esperienza accumulata in tanti campionati”.
Quali effetti ha prodotto la pandemia sul nostro calcio nel primo campionato post-Covid-19 appena concluso? “Vedo ragazzi meno attaccati al calcio, molto probabilmente perché in questi due anni di stop si sono guardati intorno e hanno scoperto altri divertimenti, diversivi domenicali o nuove discipline agonistiche. Il nostro calcio, poi, vive una stagione di forte cambiamento nel senso che anche per noi mister è sempre più difficile farsi seguire dai giovani, che, a loro volta, faticano a famigliarizzare tra di loro e a fare gruppo”. Che campionato di Promozione si sta profilando? Meglio un girone a 18 o ancora a 14 concorrenti? “Io preferirei a 18 squadre perché dovessi partire con il piede sbagliato o al rallenty, ebbene, avrei la possibilità di recuperare e di cancellare, superare il momento-no. In gironi da 14 concorrenti, 7 squadre su 14 sono coinvolte nella lotta play off e le altre 7 cercano di evitare i play out, non si ha mai un attimo di pausa”. Sempre che il prossimo anno si torni alla normale programmazione dei play-out e play-out.
Parliamo del mercato, a pieno regime ora come ora. Chi sta sbancando? “Senza dubbio l’Oppeano del nuovo mister Andrea Corrent. E’ da primissima fascia perchè ha sempre allestito signore compagini. Dovrà vedersela, secondo me, dalla Pol.Virtus di mister Andrea Annechini che è arrivata al 2° posto (sempre che non venga ripescata in Eccellenza). Ma, terrei in considerazione anche l’Atletico Città di Cerea di mister Claudio Berlini, il quale ho avuto occasione di conoscerlo e di confrontarmi e ho trovato una persona dalle idee molto chiare. Poi, occhio al Team S.Lucia Golosine, neo-retrocesso dopo molte stagioni consecutive in Eccellenza: ha giocatori esperti e di qualità. Anche l’Albaronco si mantiene, a livello di campagna-acquisti estiva, sui suoi soliti ambiziosi standard. La sorpresa? Potrebbe essere il mio ex Cadidavid, l’Audace calcio, il Lugagnano, la matricola Pedemonte, il San Giovanni Lupatoto del mio amico e collega Simone Marocchio: buona la campagna-acquisti dei bianco-rossi lupatotini del nuovo diesse Marian Ionita! La stagione appena conclusa, la maglia ciclamino dell’outsider l’ha indossata l’Isola Rizza Roverchiara, paladina di un bel gioco, semplice, ma redditizio, efficace”.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it