martedì, 1 Aprile 2025
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Andrea Padovani, il quarantenne portiere sogna la salvezza del suo Gargagnago.

L’imperativo è non mollare e cercare di abbandonare in fretta l’incomodo ruolo di fanalino di coda del girone “A” di Prima categoria. Il Gargagnago di mister Ivo Castellani, subentrato in corsa d’opera a Roberto Pienazza, ci sta provando. Tre vittorie raccolte in 26 gare giocate sono pochissime per la squadra tricolore che ha un’età media di 28 anni e ha subito ben 48 gol segnandone 30. Degli attuali 17 punti in classifica 4 sono stati colti in trasferta e 13 tra le mura amiche. A 4 gare dalla fine del campionato il Gargagnago sfiderà domani in casa sua l’Alpo Lepanto, poi fuori casa il Cadidavid, poi ancora in casa contro il Pgs Concordia ed infine chiuderà a Quaderni. La pressione è tanta, come la voglia di fare risultato. C’è la convinzione nell’ambiente del Gargagnago di poter chiudere bene la stagione. Il portiere 40enne Andrea Padovani, ex Domegliara, Caselle e Pescantina Settimo, sta dalla parte dell’ottimismo: “Se guardo l’attuale graduatoria nulla è già stato deciso. Ci siamo noi in fondo alla pari del Malcesine a quota 17 punti, con due punti in più c’è il Borgo San Pancrazio e l’Alpo Lepanto è quart’ultimo con 28 punti. Tutto è apertissimo e con un filotto di vittorie si può ambire a fare i play out, sempre se si faranno”. Qual è il tuo sogno nel cassetto? “Dare tutto per la maglia del Gargagnago. Stiamo pagando quest’anno lo scotto della nuova categoria ma ci vogliamo rimanere. Un ringraziamento speciale a mia moglie Erika e alle mie due bimbe Martina e Noemi che amo alla follia. Le mie tre splendide donne. Quello che mi rende più fiero è che in qualsiasi campo io vada a giocare la domenica pomeriggio sono sempre il benvenuto e rispettato dagli avversari. Penso che sia la cosa più bella che il calcio mi possa dare ogni giorno”.

Portieri si nasce o si diventa? “A mio parere questo ruolo te lo senti dentro fin da piccolo. Da bambino giocavo a difesa della mia porticina e non avevo paura di tuffarmi e sporcarmi. Annusi il profumo dell’erba e sei orgoglioso di chiudere a doppia mandata la tua porta. Poi da grande cerchi di regalare sicurezza e serenità ai tuoi compagni che imparano, con i tuoi interventi, ad apprezzarti. Oggi il ruolo del portiere è cambiato e anche noi “vecchietti” – e se la ride – dobbiamo cercare di migliorare con la palla tra i piedi e nei disimpegni. Devi provare ad iniziare dal basso l’azione di gioco anche se per un portiere non è facile. Ma allo stesso modo è anche molto stimolante ed avvincente. Io dico sempre che devi migliorarti sempre e imparare cose nuove, allenandoti con profitto ogni settimana”. Il 40enne Padovani fa tifo per i portieri più in là con l’età.. “Finché te la senti e il fisico ti regge, a mio parere giocare in porta è bellissimo. Guardate Mauro Faettini, la saracinesca della capolista Caprino di mister Alberto Cipriani, è più vecchio di me ed è vicino a vincere il girone A di Seconda. “Maurone” è fortissimo, lo stimo ed apprezzo tantissimo!” In tanti anni di onorata carriera il portierone ne ha visti di palloni calciati. Passione sfrenata e amore per il gioco più bello del mondo sono il suo credo. “Il mondo dei dilettanti mi ha dato e mi sta dando tanto. Un condensato di emozioni a ripetizioni che mi regalano adrenalina domenica dopo domenica. Ho conosciuto un sacco di giocatori ed ho tanti amici. Le stagioni più belle che ricordo con piacere? Diverse, ma voglio citare i due campionati che ho vinto al Pescantina Settimo passando dalla Seconda fino in Promozione con mister Gianni Canovo, il diesse “Gil” Stefano Carigi e il grandissimo presidente Lucio Alfuso. Ma mi è piaciuta pure la vittoria dell’anno scorso ai play off con la divisa del Gargagnago che è valsa il ripescaggio in Prima categoria. Gli allenatori che porto nel cuore sono Gianni Canovo e Roberto Pienazza, due modi diversi di allenare e di intendere il gioco del calcio. Carismatici e di personalità e con tanta voglia di crescere, come il sottoscritto. Un grandissimo grazie ai due preparatori dei portieri che mi hanno allenato: Matteo Zambelli, che ha creduto in me ai tempi del Pescantina, e Alberto Fano, che mi allena tutt’ora al Gargagnago. Due grandissime persone”.

Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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