L’italo-argentino classe 1986 Franco Ballarini vanta una lunga carriera da attaccante di razza nei nostri dilettanti. Le sue giocate e le sue stoccate in area di rigore sono sempre state apprezzate dagli amanti del calcio dai palati fini. Una carriera lunga e scandita da tante reti segnate con le maglie di Sandrà, Castelnuovo, Vigasio, Ambrosiana, Cerea, Dro Alto Garda, Belfiorese, e Montecchio Maggiore, dove milita tutt’ora. Una vita intensa vissuta nel nostro pianeta dilettanti.. “Amo tantissimo questo mondo, mi sono tolto delle bellissime soddisfazioni sia a livello di risultati che umano. Ho vinto campionati e Coppe, devo dire che mi sono molto divertito e continuo a farlo tutt’ora. E’ dall’età di sedici anni che gioco a calcio in prima squadra, mi definisco un attaccante al quale piace sfondare in area di rigore, mi rifaccio un po’ all’attaccante della Lazio Ciro Immobile, anche se devo dire che io corro un po’ meno (e ride divertito)”.
La tua stagione più bella da giocatore? “Ricordo con piacere l’anno a Vigasio con mister Giacomo Lorenzini prima e poi con il “Puma” Marco Montagnoli. Era una grandissima squadra, davvero fortissima, ma purtroppo non siamo riusciti a vincere il campionato terminando, se non sbaglio, al 4° posto. Tuttavia c’era l’alchimia giusta per fare un anno alla grande. In biancazzurro ho segnato 22 reti ed ho avuto quell’anno anno tantissime emozioni, compresa la lettera di Michel Platini quando con la selezione del Veneto abbiamo vinto la Uefa Region Cup dove io sono risultato il capocannoniere di quel prestigioso torneo. Un annata, quella del 2013, che considero fenomenale per il sottoscritto”. Siete al momento primi con 8 punti nel girone A di Eccellenza, sei contento del momento che sta attraversando la tua squadra, il tuo Montecchio Maggiore di mister Alberto Stefani? “Direi di si. Siamo partiti non benissimo collezionando all’inizio due pareggi, ma poi abbiamo innestato le marce alte ed ora siamo in vetta da soli. Siamo una buona squadra che ha tanta voglia di lottare per il vertice. Devo dire che questo nuovo format del torneo di Eccellenza, con solo 8 partite, è tremendamente difficile ed insidioso con risultati che ogni domenica non sono mai scontati. E’ un campionato strano dove ogni partita è diversa dall’altra. Devi entrare in campo per dare sempre il massimo e con un forte attaccamento per i colori della maglia che indossi”.
Ritieni che il Montecchio sia la squadra favorita per salire a giugno in serie D? “Sicuramente siamo tra le papabili, ma sarà solo il campo a dare alla fine la sua sentenza. Noi voliamo basso ma vogliamo giocarcela fino alla fine. Anche se il Vigasio non è partito con il vento in poppa, io penso che con il calibro di giocatori che ha in rosa verrà fuori alla distanza. Domenica scorsa ha battuto in rimonta 2 a 1 il Bassano dimostrando grande forza e personalità. Ma attenzione anche ai padovani dell’Arcella, ha dei giocatori molto buoni. Vincerà questo mini campionato la squadra che avrà ora maggiore benzina nelle gambe. Erano troppi mesi che eravamo fermi quindi serve trovare subito la forma migliore sia nella testa che nel fisico. Vedo molto bene anche il Valgatara di mio cognato Federico Cecchini, al quale, quando giocavamo assieme a Vigasio, gli ho presentato mia sorella Giuliana in discoteca e tra loro è nato subito un grande amore. Oggi sono una formidabile famiglia assieme al loro piccolo Lorenzo. Lo rivedrò in campo nella penultima partita di campionato in casa loro mercoledì 2 giugno, sarà una grande battaglia. Poi il 6 giugno chiuderemo in casa contro lo Schio”.
Hai segnato più di 280 gol in carriera, non ti sei ancora stancato di scuotere la rete? “Mai stai scherzando! Io voglio giocare ancora a lungo a pallone. E’ un mondo, questo dei dilettanti, che mi regala in ogni gara che gioco tantissima emozione ed adrenalina. Non potrei desiderare, oltre alla mia famiglia, ai miei fratelli ed ai miei genitori, niente di più. Quando segno è un emozione sempre diversa, vedere il portiere avversario raccogliere il pallone in rete, scagliato da me, mi mette sempre i brividi. Giocare a calcio è una passione che ti fa stare anche bene fisicamente. La salute e importante anche per combattere questo maledetto virus che ci preoccupa davvero tutti, specialmente per gli effetti che può avere nella nostra vita quotidiana. Ora il campionato di Eccellenza è ripartito ed è un bene. Ci mancava troppo il clima partita, stare fermi e non giocare a calcio è stata dura. Speriamo che questa pandemia se ne vada in fretta, io me lo auguro di tutto cuore”. Dove può arrivare il tuo Montecchio? “Siamo un gruppo ambizioso che vuole crescere, dobbiamo fare la nostra strada, misurandoci con la forza delle nostre avversarie, cercando di dare il meglio di noi. A Montecchio sto benissimo, è una società seria che sa cosa vuole. I miei compagni di squadra sono splendidi ed il nostro mister, Alberto Stefani, può ambire, per il suo grande lavoro e l’impegno che ci mette sul campo, a categorie superiori. Io lo stimo tanto, come pure la nostra dirigenza, che sono il top per questa categoria”.
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it