venerdì, 4 Aprile 2025
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Il ritorno, da diggì del Cherubine, dell’ex dirigente federale Mario Furlan!

Davvero un uomo di calcio a 360 gradi, Mario Furlàn, classe 1950: “el fubàl” per l’ex ragioniere, da una vita trapiantato a Cerea, è stato – pardòn, lo è ancora tutt’ora – la colonna sonora della sua vita. In serie C con il Padova (151 le presenze con i bianco-scudati), 2 gettoni in serie B, con la maglia del L.R.Vicenza, poi, il Legnago del presidente Pio Passarìn (il quale mancò di una manciata di voti il seggio di Senatore della Repubblica nello stesso anno solare in cui i suoi biancazzurri – allenati da Gigi “Bagolina” Menti – perdette lo spareggio per salire in serie C, sfida giocata al “Rigamonti” di Brescia, e vinta dal Vigevano di bomber Schillirò), quindi, il magico balzo dalla serie D alla serie C (1976-77) con l’Audace SME di mister Dario Baruffi (1938-2024), ovvero colui che giocò anche in Coppa dei Campioni con il Milan nei 3 anni vissuti in rosso-nero, collezionando una presenza in Coppa dei Campioni (9 ottobre 1957) a Vienna, in casa del Rapid (5 a 2 per gli austriaci), totalizzando 9 presenze a fronte di 2 reti segnate. Furlàn, memore del gol-vittoria realizzato da Schillirò a Brescia, lo incontrò nuovamente al “Silvio Appiani” di Padova, e lo annullò, vendicandosi della sconfitta. Non solo, ma anche, da instancabile stopper, fece sparire, in occasione di un’amichevole, il forte attaccante della Nazionale, ex Fiorentina, Luciano Chiarugi (abile nei gol direttamente dal corner; alla maniera di Massimo Palanca, marchigiano di Recanati, “bandiera” e bomber in forza al Catanzaro), ossia colui che consegnò con una sua perla la Coppa delle Coppe (1972-73) a Salonicco sconfiggendo il quotato Leeds United.

Quindi, più di 20 anni in veste di allenatore (partendo dalla Promozione e dalla Nova Gens di Noventa Vicentina, per passare ai rodigini della Villanose, ai padovani rosso-neri del Montagnana, al Casaleone, all’Isola Rizza, e al servizio di altri nostri club. Poi 16 gli anni vissuti in Figc, di cui 12 interpretati come Selezionatore delle Rappresentative Juniores del Veneto, il ruolo (per 15 anni) di Consigliere regionale del C.R.V. FIGC-LND, quindi, le dimissioni rassegnate la scorsa estate da vice-presidente della SRL, la Società di Servizio della Federazione e il pronto corteggiamento di alcuni sodalizi del basso veronese, in testa quello del Cherubine, realtà emergente nel panorama della 2^ categoria. “E’ stato” racconta Furlàn “Paolo Zago, l’ex presidente del Bovolone, a chiedermi di dargli una mano a livello organizzativo al fine di meglio strutturare la società biancoverde “dello stemma del cavallo”, come la chiama lei direttore, sodalizio rampante che pulsa alle porte della mia Cerea. Da invidiare l’impiantistica del Cherubine, con tribune e un campo da calcetto in sintetico che regala respiro al terreno di gioco ufficiale, un “mago delle vittorie” in panchina – il polesano mister Antonio Marini -, un diesse giovane ma già navigato – Andrea Cortese, affiancato da Matteo Dal Pozzo -, più la gestione dell’impianto sportivo di Aselogna”.

Una società, il Cherubine del presidente Diego Paganotto, in piena crescita, e che sicuramente farà parlare di lei. “Sì, un club con le idee chiare, animato da un grandissimo entusiasmo e dalla voglia di vivere il prima possibile il derby del Mibile, quello contro la più opulenta e storica Atletico Città di Cerea”. Ma, anche le radici, i germogli, stanno promettendo bene… “Siamo presenti in tutti i Tornei indetti dalla Figc e contiamo su un centinaio di tesserati. La Prima squadra sta gettando le basi per evolversi, peccato per i 3 punti di penalizzazione, toltici per aver fatto giocare un ragazzo non ancora regolarmente tesserato, altrimenti saremmo lassù, in alto, a contendere il primato con Scaligera (ottimo il lavoro di mister Roberto Manfrìn), Altopolesine (i polesani del nogarese coach Andrea Bertelli sono 2-3 anni che ci stanno provando) e il Real Minerbe, complesso di qualità e di grande valore individuale”. Quindi, un Mario Furlàn che si rituffa nel calcio giocato e periferico con un incredibile e rinnovato entusiasmo – mai affievolitosi – in questi 50 anni e più di football. “Spero di mettere a disposizione” conclude Furlàn “di un club, che opera a un tiro di schioppo da casa mia, tutto il bagaglio di esperienza che ho accumulato in questi anni, in cui ho speso volentieri il mio tempo libero, capito, per fortuna, dalla mia famiglia e da chi ha voluto condividere la mia grandissima passione. Un calcio, che mi ha dato tante soddisfazioni, quelle che voglio ancora prendermi qui a Cherubine”. Un ritorno, un tuffo nel nostro calcio – dal quale, a dire la verità, non si è mai staccato -, per una persona che ha dedicato la propria esistenza per “el fubàl”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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